Piero Pucci

di Benisichi è nato a Petralia Sottana, paese in provincia di Palermo, il 18 Settembre 1943. Fin da piccolo ha manifestato interesse per la fotografia, da quando la nonna paterna gli ha regalato una “Comet Becini” con la quale ha incominciato a scattare le prime foto a Petralia ed alla Targa Florio. Nel 1950 si è trasferito a Palermo in casa dei nonni materni ed ha cominciato a coltivare la sua passione per la fotografia, stimolato, nell’osservazione attenta dei ritratti e dei paesaggi, dall’attività della nonna pittrice. Nel 1968 ha appreso le tecniche dello sviluppo e della stampare da quel momento, nella sua camera oscura, ha provveduto personalmente a sviluppare e stampare le sue foto più belle..

Recensione critica A cura di Sabrina Falzone.

Cantore dell’universo antropico, Piero Pucci può essere definito il “poeta del quotidiano”. La sua sensibilità è in grado di cogliere mediante la ricerca fotografica le sfumature della realtà cittadina, vissuta e percepita dentro e fuori dalle pareti dell’interiorità. La sua indagine fotografica sfiora le emozioni del tempo, suffragando le memorie dell’esistenza. Racconta con enfatica quiete il ritmo della vita quotidiana, rivolgendo il suo sguardo al ricco e complesso universum genus humanum. Ne riferisce i tormenti esistenziali e le inquietudini sociali, al tempo stesso ne contempla la bellezza del tempo che lascia la sua traccia indelebile sui volti, ora assorti, sereni o malinconici. Ne presagisce le relazioni, le velleità e le emarginazioni senza dissensi né rancori, ma rinnovando la visione dell’uomo attraverso un “altro” sguardo, espressione di filantropia. I contenuti dell’arte fotografica di Pucci sono intessuti di tangibili motivi culturali e sociali, a partire dal tema della senilità e del lavoro per arrivare all’inquinamento urbano. In particolare, emerge la figura dell’anziano da un lato per meglio esprimere il disagio e il profondo senso di solitudine dell’uomo, dall’altro per decantare i segni del tempo sul volto. Attraverso i suoi scatti, prevalentemente realizzati in bianco e nero, Piero Pucci ci svela i segreti della città con i suoi monumenti storici, i caratteristici vicoli e l’imponenza architettonica. Ma ecco che nelle sue immagini troviamo anche l’altro volto dell’urbe con le sue aree dedicate alle auto dismesse ed immense distese di rifiuti urbani, segni eloquenti dell’odierno consumismo. La fotografia di Pucci si contraddistingue per un efficace impiego della luce. Profili femminili, avvolti in morbidi tessuti, vivono sovente nell’ombra anticipata da cangianze di cieli sfumati. E’ una poesia di luci e ombre firmata Piero Pucci.